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"La Siliciata", il borgo fantasma

Scritto da Admin il 17 dicembre 2008 20:22 | Arte e Cultura

Storia di una città abbandonata

A volte questo mondo frenetico si lascia dietro luoghi inesplorati e misteriosi che se vissuti danno delle emozioni straordinarie, riportano indietro nel passato e fanno sognare.
Larino, una giornata troppo calda e soleggiata per trovarsi nel bel mezzo di Dicembre. I raggi del sole che attraversano gli alberi spogli nelle campagne danno un'impressione strana, uno spettacolo raro e un po' malinconico che fa rimpiangere la bella stagione. La natura non offre lo stesso scenario della primavera, quando ci sono canti di uccelli e di grilli provenienti dall'erba verde e dal fogliame delle querce, stavolta si sente odore di muschio, a terra solo erba secca impastata alle foglie morte dall'umidità. Il vento ormai non provoca più nessun suono, le fronde brune oscillano leggermente trasmettendo la loro tristezza, la quiete assoluta dei terreni circostanti produce un silenzio quasi angosciante.





In una remota zona del paese si trovano ruderi di case che forse un giorno avevano dei padroni, che erano abitate da persone vivaci ed operose che spesso e volentieri si ritrovavano in strada con saluti abituali ma sempre amichevoli, animando quelle strade.
Quello che una volta era una piccola parte di Paradiso, oggi è un ammasso di macerie, rifiuti e ricordi ormai trascurati.
Si intravedono segni che fanno apparire il tutto come se fosse stato abbandonato di fretta per una sciagura improvvisa. E invece la storia ci racconta che queste case sono state pian piano lasciate morire nel degrado e nella noncuranza...
Le mura si sciolgono lentamente come la neve al sole, i calcinacci si mescolano con le erbacce, i rifiuti si ammassano sulle tegole rotte integrandosi con il decadimento generale delle costruzioni.





Camminando sulle pietre scivolose di questa "periferia abbandonata" ci si sente proiettati nel passato, si immagina la gente intorno assorta nel proprio lavoro, che dopo un saluto caloroso torna con lo sguardo al proprio dovere, con aria laboriosa come se si dovesse faticare per migliorare l'avvenire.
Forse il futuro è migliorato, ma non in quei luoghi, tra quelle case ormai senza più dignità, in quei vicoli muti e solenni che nascondono dentro un abisso di misteri...